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Verifica dei claim
Alcune parole costano più di quanto vendono: in base alle norme UE le dichiarazioni ambientali generiche sono vietate in Italia e in Germania dal 27 settembre 2026, e “certificato CE” o un “testato TÜV” non dimostrato porta a diffide in Germania. Incolla qualsiasi testo di un’inserzione e vedi quali dichiarazioni togliere o dimostrare.
Cosa dicono le regole
Con le norme UE che si applicano dal 27 settembre 2026 (già in Italia e in Germania; verifica gli altri Paesi) le dichiarazioni ambientali generiche come “ecologico”, “sostenibile” o “a impatto zero” sono vietate, a meno che non le sostenga un Ecolabel UE o un marchio certificato equivalente. Indica invece un fatto concreto, per esempio “fodera in 100 % lino”.
La marcatura CE è una dichiarazione del fabbricante stesso, non un test né un marchio di qualità: “certificato CE” o “testato CE” inganna l’acquirente. “Testato TÜV”, “certificato GS”, “dermatologicamente testato” o “ipoallergenico” sono ammessi solo con un certificato o un rapporto di prova che copra questo prodotto.
I claim sulla salute come “guarisce”, “allevia il dolore” o “antibatterico” sono ammessi solo se dimostrati; per cosmetici e alimenti le regole sono particolarmente severe. Nemmeno superlativi come “il migliore” o “n. 1” e parole promozionali come “saldi” o “novità” hanno posto in un’inserzione.
I prodotti tessili possono indicare le fibre solo con le denominazioni UE: “bambù” o “microfibra” non sono nomi di fibre, abbreviazioni come “PES” non sono ammesse nell’offerta, e “100 %” o “puro” solo per un prodotto composto da una sola fibra.
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